La storia a Cherasco, il Barocco a Bra.

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Le due città si guardano ad appena 6 km di distanza, separate da una pianura fertile e dal fiume Stura che scorre proprio sotto il ciglione su cui le due se ne stanno placidamente adagiate. Ville-nuove sorte o sviluppate nel tardo medioevo (di Cherasco abbiamo anche la data di nascita, 12 novembre 1243) in luogo di più antichi insediamenti romani ormai indifendibili (la città romana era Pollentia, oggi frazione neogotica di Bra) oggi sono però molto diverse tra loro. Tanto è ordinata e geometrica Cherasco con la sua mappa a scacchiera, gli archi d’ingresso, la Torre Civica all’incrocio di cardo e decumano, quanto è tortuosa e anarchica Bra, abbarbicata alla Rocca della Zizzola (un curioso edificio ottagonale, oggi il simbolo della città), stretta di ripide stradine che si allargano sulla piazza del Municipio.
I palazzi medieovali, i conventi, i porticati gotici, le antiche filande della seta, il castello visconteo, il cimitero ebraico e la Sinagoga conferiscono a Cherasco un’atmosfera senza tempo, mentre le vicende storiche le attribuiscono un ruolo inatteso per una cittadina di meno di 10.000 abitanti. Qui infatti si concluse la Guerra per la Successione del Monferrato (il casus belli per la guerra dei trent’anni) che segnò il passaggio di gran parte del Piemonte ai Savoia e qui Napoleone secoli dopo sconfiggerà il Regno, prima tappa della Campagna d’Italia. Città delle Paci dunque ma pure città della Sindone (che qui veniva custodita durante ogni attacco a Torino), considerata la cassaforte dei Savoia.
Bra invece è una bella dama tutta plissettata di drappi barocchi che ha nelle sue chiese, nel Santo Cottolengo e nel Beato Valfré i propri lati migliori. Notevoli anche il medievale Palazzo Traversa e il successivo Palazzo Mathis. Bra ha un’eredità di città proto-industriale (le concerie, la canapa) con uno sguardo penetrante sul futuro: è la sede del movimento Slowfood e dell’Università di Scienze Gastronomiche.
A Cherasco è legata Gina Lagorio con il romanzo, Tra le mura stellate, mentre Bra è la patria dello scrittore e giornalista Giovanni Arpino, di Emma Bonino e di Carlin Petrini.
Complementari anche nel cibo: a Bra l’affinamento dell’omonimo formaggio DOP e la meravigliosa Salsiccia di vitello, a Cherasco le Lumache (con un centro internazionale di elicicoltura) e gli imperdibili Baci di cioccolato fondente e nocciole.
C’è così tanto in così poca distanza che non sembra vero.
 
Scopri gli itinerari:
-Cherasco e la storia
-Bra e il barocco

Testo ©Pietro Giovannini