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GTL in MTB - Variante - da Bergolo a Torre Bormida

Cicloescursionismo

GTL in MTB - Variante - da Bergolo a Torre Bormida

Bergolo – Torre Bormida
 
 
Altra variante della GTL con partenza dal paese di pietra, questa tratta di collegamento ci porta a Torre Bormida e, di qui, permette di ricongiungersi a Cravanzana e ai percorsi della GTL sulla dorsale.
 
Dalla piazza di Bergolo si scende a fianco dell’ufficio turistico per pochi metri e, attraversata la strada provinciale, si perde quota procedendo per la massima pendenza su una stradina che si fa subito acciottolata. Si attraversa nuovamente la provinciale, si piega a sinistra per tagliare una curva successiva e si imbocca la stradina asfaltata per la frazione Bergamaschi. Alla successiva curva si abbandona l’asfalto per scendere a destra, con un tratto nel bosco. Raggiunto un noccioleto molto panoramico si piega a destra e si scende ai margini del bosco: superata la vasca dell’acquedotto comunale si torna sull’asfalto presso la bella Villa Bergolo. Si imbocca la strada davanti alla casa e, costeggiato il giardino, si punta ad una casa bianca, fino a raggiungerne il cancello.

Ci si inoltra a destra con un tratto poco evidente e, tenendosi sul bordo del coltivo, si supera una seconda vasca dell’acquedotto. Si entra quindi nel bosco e, per un tratto su acciottolato, si raggiungono le case della frazione Bergamaschi. Attraversati i cortili di due abitazioni, mantenendosi sulla dorsale con un tratto ripido e con fondo molto rovinato, si torna all’asfalto al centro della frazione. Attraversata successivamente la Bormida, si sale a sinistra e si imbocca la strada provinciale e, dopo poche decine di metri, in località Gorretta, si sale su di una ripida stradina asfaltata che in breve porta direttamente alla piazza di Torre Bormida.

Il borgo è disposto a mezza costa a guardia del fiume, su cui si specchia dall’alto. Un’unica via lo percorre fino alla piazza della chiesa, da cui le case si dispongono a cerchio verso valle. Oltre l’originario concentrico e il vicino cimitero, nella costa boscosa a est del paese, troviamo i bei ruderi del castello, che ben evidenziano l’antichità del luogo, non solo per la posizione difensiva, ma pure per il crocevia di strade mercantili da qui controllato nei secoli. Quello che rende però il paese particolarmente interessante è l’architettura rurale tutta da scoprire, inerpicandosi un po’ ovunque tra i muretti a secco che hanno nei secoli “scalettato” l’intero pendio meridionale, strappando terra coltivabile alle erte impossibili della valle. Accanto ai muretti a secco, ecco poi le cascine, orientate perfettamente per mettere “a valore” sole e vento, costruite in pietra e legno con pochissimi inserti a mattone. E poi, ancora, pozzi ed essiccatoi (uno circolare sorge stupendo proprio al bivio di fondovalle), stalle e ricoveri di attrezzi, crotin di tufo e lobbie di legno (ovvero cantine scavate e balconi), in un infinito ripetersi di tecnica e bisogno, di saggezza e innovazione che hanno fatto di questa valle un museo a cielo aperto della pietra di Langa e della secolare dignitosa povertà dei suoi abitanti.


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Lunghezza percorso [IT]: 6,2 km


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