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GTL in MTB - Tappa 7 - da Mombarcaro a San Benedetto Belbo

Cicloescursionismo

GTL in MTB - Tappa 7 - da Mombarcaro a San Benedetto Belbo

Mombarcaro – San Benedetto Belbo

Dalla Vetta delle Langhe al paese di Fenoglio, un breve percorso, prevalentemente in discesa, che ci porta dritti nel cuore della Langa raccontata nelle opere del grande scrittore di queste colline.
 
Mombarcaro, la Vetta delle Langhe con i suoi quasi 900 metri di altezza, ha nel nome e nello stemma la barca a richiamare quel mare che leggenda vuole si veda nelle giornate invernali più terse.

Dalla piazzetta di San Michele Arcangelo si percorre una strada asfaltata lungo la quale è possibile godere di un ampio paesaggio fino a salire alle Cascine del Battaglino, dalle quali si prosegue per arrivare alla verde ed ombrosa frazione Lunetta di Mombarcaro, un piccolo nucleo di case di pietra di particolare fascino anche in stato di parziale abbandono, dove si trova la cappella di Santa Caterina. Da qui si prosegue lungo il “Sentiero della Valle Tanaro”, si attraversa un rio fino a raggiungere il bivio per Cà di Lù (o Cadilù, la collina del racconto “Pioggia e la Sposa”, forse il capolavoro più breve di Fenoglio). Non si devia dal percorso finché non si raggiungere il Rio Vezzea, e, di qui, la provinciale, che si abbandona subito dopo per tornare sul sentiero. Questo tratto inizia degli scalini, ed è molto ripido, delimitato da muretti a secco. Col il suo fondo acciottolato ci conduce a via della Porta, un antico tracciato viario che termina sotto l’arco medioevale di San Benedetto Belbo.

A San Benedetto Belbo, lungo di vacanza di Beppe Fenoglio, il percorso continuerà lungo i sentieri della Valle Belbo. L’arco con lo stemma dei Del Carretto dava accesso al borgo fortificato, composto principalmente dall’abbazia benedettina di cui si notano ancora i volumi alla destra dell’arco stesso. Imperdibile nel minuscolo borgo tra le due chiese sono due luoghi fenogliani per eccellenza: “la casa della Maestra” e la “Privativa di Placido”, il secondo protagonista de “Un Giorno di Fuoco”. Quest’ultima fu inesauribile fonte di racconti per lo scrittore che in questo negozio di commestibili/bar/osteria passava molte ore.

San Benedetto è il luogo fenogliano per eccellenza, dove tutto parla dello scrittore e di cui sempre Fenoglio ha parlato. Per questo gli appassionati salgono fin qua per cercare il cimitero, il gorgo, le case di Mimberghe o i mulini della valle, tutti citati nelle opere dello scrittore, per ritrovare la grandezza della parola scritta del Faber di queste colline, che da giovane sognava di diventare un grande uomo anche solo per poter scegliere la propria tomba, lassù sul Passo della Bossola, tra i pini che guardano Murazzano e San Benedetto.


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Lunghezza percorso [IT]: 4,5 km


Servizi

    Livello di difficoltà 2

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