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GTL in MTB - Tappa 14 - da Castino a Cravanzana

Cicloescursionismo

GTL in MTB - Tappa 14 - da Castino a Cravanzana

Castino – Cravanzana
 
 
Breve percorso nella cuore dell’Alta Langa, immersi tra boschi e noccioleti. Questa è, infatti, la terra della nocciola, pregiato prodotto d’eccellenza di queste colline.
 
Il centro storico di Castino rispecchia la ricchezza portata da ben tre monasteri benedettini ed è tenuto, come si dice, “all’onore del mondo”, con una parrocchiale curiosa con la doppia facciata. Il castello e i ruderi della torre ci parlano di una secolare storia gloriosa di controllo del valico tra Bormida, Belbo e Bassa Langa. In tempi più recenti, il paese subì la rappresaglia nazifascista durante i rastrellamenti del ’44.
 
Da Castino, dopo una bella passeggiata tra le vie fiorite del borgo antico, si seguono le indicazioni per il municipio, tenendo la sinistra in via San Rocco (se si prosegue vale la pena dare un’occhiata all’omonima chiesetta campestre), per imboccare poi a destra la mulattiera in pietra che si inerpica sulla cresta (più o meno asfaltata) in direzione dell’alta Valle Belbo.
 
Queste mulattiere, che percorrono le creste delle valli e poi si inerpicano strette e ripide da un crinale all’altro, sono la traccia più nascosta, ma forse più rilevante, dei traffici e dei mercanti che, per quasi mille anni, incessanti, percorsero le vie del sale dal mare alla Pianura Padana, rendendo questi luoghi - oggi remoti - il centro di un mondo. In questo senso la Valle Belbo (come le due Valli Bormida e la Valle Uzzone) è una continua scoperta di passati gloriosi e memorie dirute dal sapore romantico, che avrebbero fatto felici Foscolo, Petöfi e Byron.
 
Ma godiamoci il panorama che ci porta alle Langhe più selvagge, in cui le case isolate si fanno davvero rare e i borghi si arrotolano su uno sperone più alto di collina, chiusi in mura di pietra e arcigni fortilizi. Attorno, boschi profumati di castagni e tigli, gaggie e olmi, coi salici lungo i rittani e le querce sulle vette come vuole la leggenda, poste lassù ad attendere i fulmini che, da Giove in poi, gli dèi sempre scagliano per creare la magia del tartufo bianco.
 
Da Castino il percorso di cresta punta su Cravanzana, passando dunque alto sopra Bosia, che invece sorge a mezzacosta. Ecco che al bivio della Lodola (altro celebre luogo fenogliano, dove si ritrovarono i partigiani di Poli e Mauri dopo l’inverno del ‘44: consigliamo la breve deviazione) la nostra via erbosa si ricongiunge per pochi centinaia di metri alla striscia di asfalto e poi di nuovo si diparte a destra per inoltrarsi nel fresco del bosco. Qui ogni bivio di sentiero è segnalato da palina o da appositi segni rosso bianchi sulle piante. Infine, la via si piega in un paio di tornanti, per sboccare sulla strada di Viarascio, che scende a Cortemilia tra boschi e radure stupendi.
 
Si gira quindi a destra per risalire verso Cravanzana sulla stessa strada asfaltata, tra noccioleti tenuti come giardini, fino al quadrivio del paese. Superato l’incrocio, si imbocca l’ingresso al borgo col viale dei caduti e la silhouette maestosa del castello marchionale a sovrastare il piccolo borgo medioevale. Cravanzana è considerata una delle capitali della nocciola, quella “Tonda e Gentile della Langhe” (oggi denominata ufficialmente Piemonte IGP), che già dal nome capisci che è quella più buona del mondo. Qui attorno non sarà difficile trovare artigiani e pasticceri a chilometri zero.


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Lunghezza percorso [IT]: 7 km


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    Livello di difficoltà 2

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